Allerta giugno 2026: cambiano i limiti al contante, ecco la cifra esatta per non avere multe

Se anche tu hai visto girare l’“allerta giugno 2026” sui limiti al contante, capisco benissimo la sensazione, quella piccola ansia da “oddio, e adesso qual è la cifra esatta per non avere multe?”. La verità, però, è molto più semplice, e proprio per questo vale la pena chiarirla bene, senza rumore di fondo.

La cifra esatta oggi (e a giugno 2026): 5.000 euro

Non risulta alcun cambio specifico in giugno 2026 per il limite ai pagamenti in contanti in Italia. La soglia attuale resta 5.000 euro.

In pratica:

  • puoi pagare in contanti fino a 4.999,99 euro,
  • se l’importo è pari o superiore a 5.000 euro, scatta l’obbligo di usare strumenti tracciabili, per esempio bonifico, carta, assegno secondo le regole previste.

Qui sta il punto che spesso crea confusione: non è una questione di “mese” o “allerta”, ma di regola generale già in vigore. Superare la soglia significa esporsi a sanzioni previste dalla normativa, anche se le fonti che circolano online non sempre indicano una cifra unica e “fissa” per la multa, perché può dipendere dal caso concreto e dalle procedure di accertamento.

Perché non esiste l’“allerta” di giugno 2026

L’idea di un cambiamento imminente nasce soprattutto da due cose: titoli acchiappa clic e discussioni politiche che ogni tanto riaprono il tema. Ma, ad oggi, non c’è un provvedimento che introduca una nuova soglia proprio a giugno 2026.

Se vuoi un criterio pratico, quasi “da promemoria sul telefono”, eccolo:

  1. Sotto 5.000 euro, contanti ok (restando anche coerenti con la reale operazione).
  2. Da 5.000 euro in su, meglio pensare subito a un metodo tracciabile.

Come siamo arrivati a 5.000 euro (una storia di soglie che salgono e scendono)

Il limite al contante in Italia non è una roccia immobile, assomiglia più a una manopola che negli anni è stata girata avanti e indietro, spesso con l’obiettivo dichiarato di contrastare evasione, economia sommersa, riciclaggio e criminalità.

In sintesi, alcune tappe note:

  • nei primi anni Duemila si arrivava anche a soglie oltre 10.000 euro (in lire convertite),
  • nel 2016 la soglia era 3.000 euro,
  • fino al 2022 era 2.000 euro,
  • dal 1° gennaio 2023 è stata fissata a 5.000 euro, con l’intervento normativo collegato al DL Aiuti-quater e la conferma in Legge di Bilancio 2023.

Questa oscillazione spiega perché, ciclicamente, tornino voci su nuovi cambi: l’argomento è “mobile” per natura, ma mobile non significa che cambi ogni mese.

La proposta di alzare a 10.000 euro: perché non è passata

Un punto importante, perché è qui che molte persone hanno iniziato a pensare a un imminente rialzo. Era circolata una proposta collegata alla Manovra 2026 per portare il limite a 10.000 euro dal 1° gennaio 2026, con l’idea di aggiungere un’imposta di bollo di 500 euro per pagamenti tra 5.001 e 10.000 euro.

Quell’emendamento, però, è stato ritirato. Risultato: nessun aumento automatico, nessuna “novità giugno 2026”, e soglia che resta 5.000 euro.

E l’Europa? Il 2027 conta, ma in modo diverso

A livello UE è previsto un tetto massimo di 10.000 euro dal 10 luglio 2027. Attenzione però al dettaglio che cambia tutto: è un limite massimo armonizzato, non un obbligo per gli Stati di alzare la soglia. Ogni Paese può mantenere un limite più basso, e l’Italia, al momento, non risulta abbia deciso di alzarlo.

Due avvertenze pratiche per evitare guai

  • Se devi gestire una spesa importante (auto usata, lavori in casa, arredamento), ragiona prima sulla soglia e scegli un metodo tracciabile se si arriva a 5.000 euro o oltre.
  • Non confondere i prelievi con i pagamenti: alcuni movimenti possono attirare controlli bancari, ma non cambiano la regola del limite nei pagamenti.

Alla fine la “cifra esatta” per stare tranquilli è una sola: 5.000 euro. Tutto il resto, per ora, è soprattutto rumore.

MarinaPress

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