Cosa fare se il gatto graffia i mobili? Il metodo più usato per correggere il comportamento

C’è un momento, prima o poi, in cui lo senti: quel suono inconfondibile di unghie che “pettinano” il divano. Ti giri e il gatto è lì, serafico, come se stesse facendo la cosa più giusta del mondo. E in effetti, dal suo punto di vista, lo è. Se il gatto graffia i mobili, il metodo più usato per correggere il comportamento non è “sgridare di più”, ma spostare il bersaglio: offrirgli un tiragraffi alternativo irresistibile, nel posto giusto, e rendere i mobili poco interessanti.

Perché lo fa (e perché non è dispetto)

Prima di intervenire, aiuta capire il “perché”, perché cambia il modo in cui reagisci. Il graffio è un comportamento naturale: serve per

  • Affilare le unghie e rimuovere le parti esterne consumate
  • Fare stretching di spalle e schiena, una specie di palestra quotidiana
  • Marcare il territorio, lasciando segni visivi e odori (sì, anche con i feromoni)
  • Scaricare stress e tensione

In pratica, il mobile è spesso solo la superficie più comoda, stabile e “gratificante” che ha trovato. Punirlo con durezza rischia di aumentare l’ansia e peggiorare tutto. Meglio reindirizzare.

Il metodo più usato: alternativa + premio (posizionata bene)

Il cuore della correzione è semplice: metti un tiragraffi dove il gatto già ama graffiare, e fai in modo che usarlo gli convenga.

1) Pulisci le aree graffiate

Prima di tutto, lava bene i punti già graffiati con acqua calda e sapone (o detergente neutro). L’obiettivo è togliere gli odori che lo invitano a tornare “sul luogo del delitto”. Se resta il profumo familiare, per lui è come un cartello luminoso.

2) Posiziona il tiragraffi nei punti strategici

Questo è il dettaglio che fa la differenza. Non metterlo “dove sta bene in casa”, ma:

  • accanto al divano o al mobile bersaglio
  • vicino ai passaggi, ingressi, finestre
  • vicino a dove dorme (molti graffiano appena svegli)

Il tiragraffi deve essere stabile (se traballa, lo abbandona) e abbastanza alto per lo stretching. Per invitarlo, puoi strofinarlo con una maglietta che hai indossato oppure aggiungere erba gatta (catnip).

3) Premia subito il comportamento giusto

Quando lo usa, anche solo per due graffi, fai partire la magia: croccantini, carezze, voce dolce. La ricompensa deve essere immediata, così collega “graffio qui = cose belle”.

Come rendere i mobili “noiosi” senza guerre

Mentre costruisci l’abitudine giusta, riduci l’attrattiva dei mobili.

  • Spray repellenti atossici sulle zone bersaglio
  • Nastro biadesivo (la sensazione appiccicosa spesso li fa desistere)
  • Fogli di alluminio temporanei sulle superfici (molti non amano la texture)
  • Coperture come teli o copri divano, soprattutto nelle prime settimane

L’obiettivo non è spaventarlo, ma fargli pensare: “qui non è piacevole, altrove sì”.

Cosa fare “in diretta” quando lo sorprendi

Se lo trovi con le zampe sul mobile:

  1. dì un “no” fermo, senza urlare
  2. interrompi con una distrazione (un gioco, un rumore leggero)
  3. accompagnalo al tiragraffi e, se lo usa, premio immediato

L’acqua spruzzata può funzionare con alcuni gatti, ma usala con cautela, perché può renderti “la persona fastidiosa” invece di insegnargli dove graffiare.

Misure extra che accelerano i risultati

A volte basta poco per migliorare tanto:

  • Taglio regolare delle unghie (con calma e gradualità)
  • Più gioco e routine, per ridurre stress e energia in eccesso
  • Diffusori di feromoni per casa, utili nei periodi di cambiamento
  • Arricchimento ambientale (mensole, tiragraffi multipli, punti in alto)

Qui entra in scena anche l’idea di condizionamento: premi ciò che vuoi vedere ripetuto, rendi neutro ciò che vuoi ridurre, una logica che trovi spiegata bene nel condizionamento.

Quanto tempo ci vuole (e quando chiedere aiuto)

Con costanza, i primi segnali arrivano in pochi giorni, ma l’abitudine solida spesso richiede settimane. Se non migliora, o se noti graffi compulsivi, pipì fuori lettiera, aggressività o cambiamenti improvvisi, ha senso consultare un veterinario o un comportamentalista felino per escludere stress intenso o problemi di salute.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non devi “cambiare il gatto”, devi solo cambiare il percorso. E quando capisce qual è il posto giusto, di solito lo sceglie volentieri, come se fosse stata un’idea sua.

MarinaPress

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