Metti l’alloro esattamente in questo punto della casa: ecco cosa dice la tradizione sulla fortuna

C’è un gesto piccolissimo che, secondo la tradizione, può cambiare l’atmosfera di casa, mettere l’alloro nel punto “giusto” e lasciare che la fortuna faccia il resto. Sembra una di quelle storie da nonna, eppure quando inizi a raccogliere racconti e usanze locali, torna sempre la stessa idea: l’alloro non è solo una pianta, è un simbolo.

Perché proprio l’alloro (e perché viene chiamato portafortuna)

L’alloro si porta dietro un’immagine potente, vittoria, gloria, protezione. Non a caso, nella memoria collettiva, è legato alle corone dei trionfatori e a riti domestici che vogliono “tenere lontano” ciò che appesantisce.

E qui arriva la parte più interessante: in molte famiglie non si parla di magia, ma di “buon senso simbolico”, come quando apri le finestre per cambiare aria. L’alloro, in questo racconto, fa lo stesso, ma sul piano della fortuna e della prosperità.

Il punto esatto: dove metterlo per la tradizione della fortuna

Se stai cercando un’indicazione precisa, quella più ripetuta nella tradizione popolare è questa: vicino all’ingresso, sul lato interno della porta, come a “filtrare” ciò che entra.

In pratica, ecco il punto che viene considerato più significativo:

  • Accanto alla porta d’ingresso, all’interno, su una mensolina o un gancio, meglio se a destra entrando (è una regola ricorrente in molte superstizioni domestiche, anche se non universale).
  • In alternativa, un mazzetto discreto sopra lo stipite (se lo spazio lo consente), sempre lato interno.

L’idea è semplice e molto concreta: l’ingresso è il luogo delle visite, delle notizie, dei cambiamenti. Mettere l’alloro lì significa chiedere protezione dagli influssi esterni e attirare un “benvenuto” più luminoso per chi vive in casa.

Gli altri punti “forti” della casa (quando l’ingresso non è pratico)

Non tutte le case permettono un angolo dedicato vicino alla porta, oppure magari vuoi rafforzare un tema specifico, come abbondanza o armonia familiare. Le tradizioni si allargano così:

  • In cucina o vicino alla dispensa: perché è il cuore del nutrimento, del condividere, del “non far mancare nulla”. Qui l’alloro diventa un richiamo a prosperità e serenità quotidiana.
  • Nell’angolo sud-est della casa: alcune pratiche ispirate al Feng Shui associano il sud-est alla ricchezza. Se ti piace l’idea, puoi individuare quel settore e collocarci un vasetto o un piccolo contenitore con foglie.
  • Nello studio o nell’area lavoro: tradizionalmente si dice che favorisca successo, concentrazione e idee più chiare, un po’ come un promemoria silenzioso di “ce la puoi fare”.

Come usarlo davvero, senza complicarti la vita

Non serve trasformare casa in un set esoterico. Il bello sta nella semplicità. Puoi scegliere uno di questi modi:

  1. Mazzetto appeso con spago naturale vicino all’ingresso.
  2. Foglie secche in un bicchiere di vetro (in cucina o soggiorno), cambiandole quando perdono profumo.
  3. Una foglia nel portafoglio o nel cassetto delle bollette, come gesto simbolico di ordine e abbondanza.

Un dettaglio che torna spesso nei racconti è la regolarità: non tanto “il rituale perfetto”, quanto l’abitudine a rinnovare, pulire, sostituire. La fortuna, in queste tradizioni, ama le cose curate.

Piccoli riti popolari e una nota di sicurezza

Tra le usanze più citate ci sono:

  • Una foglia sotto il cuscino, per sogni più tranquilli o “messaggi” notturni (credere o no, resta un gesto tenero, quasi intimo).
  • Bruciare alcune foglie per “purificare” l’aria di casa.

Se scegli di bruciarle, fallo con buonsenso: usa una ciotola ignifuga, tieni acqua vicina, non lasciare mai incustodito, arieggia bene e evita se in casa ci sono sensibilità respiratorie.

Il senso finale (quello che davvero “porta fortuna”)

Mettere l’alloro all’ingresso, o in cucina, o nel sud-est, non è una garanzia matematica. È un linguaggio simbolico. E spesso funziona perché ti fa fare una cosa preziosa: renderti conto di come “entra” il mondo in casa tua, e scegliere che atmosfera vuoi coltivare.

Se devo dirtelo in modo diretto, il punto esatto più tradizionale è lato interno della porta d’ingresso. Tutto il resto è personalizzazione. E forse, già questo, è un piccolo atto di fortuna quotidiana.

MarinaPress

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