Il trucco segreto per cucinare i ceci e renderli digeribili e cremosi in metà tempo

C’è un momento, quando leggi “trucco segreto” e “metà tempo”, in cui ti aspetti la solita promessa esagerata. Poi provi davvero e capisci che, per avere ceci digeribili e cremosi senza aspettare mezza giornata, bastano tre mosse precise, e funzionano quasi sempre.

Il vero segreto (non è magia, è metodo)

Il punto di svolta è la pentola a pressione, ma non da sola. Il risultato cambia radicalmente quando la combini con:

  • un ammollo intelligente (breve se puoi, oppure saltato se devi)
  • una micro dose di bicarbonato, davvero poca
  • il sale solo alla fine (e niente ingredienti acidi all’inizio)

Questa triade rende i ceci più teneri, più vellutati al morso e spesso anche più “leggeri” dopo.

Perché questi accorgimenti fanno la differenza

Ho notato che i ceci diventano ostinati per due motivi: buccia e tempi. La pressione risolve il tempo, il bicarbonato (in minima quantità) aiuta ad ammorbidire, mentre sale e acidi messi troppo presto possono “tirare” la buccia e allungare la cottura.

In pratica:

  • la pressione porta calore e acqua dentro al cece più rapidamente
  • il bicarbonato facilita la cremosità, ma se esageri lascia un retrogusto sgradevole
  • il sale a fine cottura dà sapore senza irrigidire

Ingredienti (base per circa 4 porzioni)

  • 250 g di ceci secchi
  • acqua q.b. (circa 1,2 l in pentola a pressione, regolati per coprire bene)
  • 1 foglia di alloro (oppure un rametto di rosmarino)
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
  • 1 carota o un pezzetto di sedano (facoltativi)
  • 1/4 di cucchiaino di bicarbonato (oppure una punta, se vuoi essere prudente)
  • sale fino q.b. (da aggiungere alla fine)
  • olio extravergine d’oliva (facoltativo, a crudo)

Metodo (due strade, stesso obiettivo)

Opzione A: con ammollo (più regolare, spesso più “gentile”)

  1. Sciacqua i ceci e mettili in ammollo 12 ore in abbondante acqua. Se puoi, cambia l’acqua una volta.
  2. Scola e risciacqua.
  3. Metti i ceci in pentola a pressione e coprili con acqua fredda, lasciando almeno 2 o 3 cm sopra.
  4. Aggiungi alloro (e, se vuoi, aglio e carota), poi una punta di bicarbonato.
  5. Chiudi, porta a pressione e cuoci 15 a 18 minuti dal fischio (dipende da età e dimensione dei ceci).
  6. Fai sfiatare, apri e solo ora regola di sale. Se vuoi più cremosità, lascia sobbollire senza coperchio 5 minuti.

Opzione B: senza ammollo (quando vuoi davvero “metà tempo”)

  1. Sciacqua molto bene i ceci.
  2. Mettili in pentola a pressione con acqua fredda, sempre 2 o 3 cm sopra.
  3. Aggiungi aromi e bicarbonato (ancora più importante restare leggeri con la dose).
  4. Cuoci 35 a 40 minuti dal fischio.
  5. Apri, sala alla fine e controlla la consistenza. Se li vuoi più morbidi, richiudi e fai altri 5 minuti.

Piccoli gesti che migliorano digeribilità e consistenza

  • Schiuma: se cuoci in pentola tradizionale, schiuma in superficie e toglila. In pressione la vedi meno, ma risciacquare bene aiuta.
  • Niente pomodoro subito: sughi e limone meglio quando i ceci sono già teneri.
  • Acqua di cottura: non buttarla tutta. Frullata con i ceci crea una crema spettacolare per vellutate e hummus.

Come renderli davvero “cremosi” (senza trucchi strani)

Quando i ceci sono cotti, prova uno di questi finali rapidi:

  • frullali con 2 o 3 cucchiai di acqua di cottura e un filo d’olio
  • schiacciali grossolanamente e rimettili 2 minuti sul fuoco, diventano quasi una crema rustica
  • se li vuoi “da hummus”, sbucciarne una parte (anche solo un terzo) cambia la texture in modo sorprendente

Controllo finale, così non sbagli

  • Se restano duri, spesso è colpa di ceci vecchi o acqua molto “dura”, aggiungi qualche minuto in pressione.
  • Se sanno “strano”, probabilmente hai messo troppo bicarbonato, la prossima volta riduci a una semplice punta.
  • Se vuoi più sapore, lavora sugli aromi (alloro, rosmarino, aglio), non sul sale in partenza.

Il trucco segreto, alla fine, è tutto qui: pressione per il tempo, bicarbonato con giudizio per la cremosità, sale al momento giusto per non rovinare la buccia. E quando lo provi una volta, diventa difficile tornare indietro.

MarinaPress

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